Negli ultimi anni siamo diventati tutti più consapevoli dei rischi legati all’uso dello smartphone alla guida: il Codice della strada è stato irrigidito e oggi chi viene trovato con il telefono rischia multe salate e anche la sospensione della patente. Ma c’è un dettaglio curioso che sta emergendo: mentre il cellulare è vietatissimo, sempre più auto nuove hanno grandi touchscreen al centro che obbligano comunque il guidatore a cliccare su un display. Il problema? Su quegli schermi non troviamo solo musica e navigatore, ma spesso anche i comandi per il clima, le impostazioni del veicolo e perfino alcune funzioni base. Insomma: se vuoi abbassare l’aria condizionata o cambiare la stazione radio, spesso sei costretto a toccare lo schermo, proprio mentre stai guidando.
Tasti fisici vs. schermi touch
Un tasto o una manopola si raggiungono “per abitudine” dopo un po’ impari dove sono e puoi usarli senza staccare gli occhi dalla strada. Con un touchscreen invece no: devi guardarlo, capire dove cliccare, aspettare che il comando risponda. E nel frattempo, per qualche secondo, non guardi più la strada. Un recente studio norvegese del SINTEF ha monitorato lo sguardo dei guidatori per capire quanto distraggano i touchscreen. Risultato? Anche le azioni più banali fanno perdere attenzione: regolare il clima porta via circa 3,5 secondi, cercare una radio 11 secondi, impostare il navigatore addirittura 16.
Alternative: i comandi vocali
Una soluzione sembrerebbe l’uso della voce. In teoria basta dire “imposta 22 gradi” o “porta a casa” e l’auto fa tutto. Peccato che, almeno finora, i sistemi vocali delle auto abbiano mostrato alcuni limiti: spesso non capiscono bene, hanno poche funzioni disponibili e finiscono per essere frustranti. Oggi esistono piattaforme famose che permettono di gestire musica e navigatore senza toccare lo schermo, però restano legati allo smartphone e non controllano aspetti essenziali come clima o tergicristalli.
Fonte: Post
Foto: Pexels