Mobilità sostenibile 2025: online il 9° Rapporto Nazionale dell’Osservatorio

8 Ottobre 2025 | Ambiente, Consumatori, Curiosità, Non solo consumatori, Sostenibilità, Trasporti

Monopattini, bici a noleggio, car sharing: la mobilità condivisa piace sempre di più in Italia. I cittadini la usano, la cercano e ormai fa parte della routine quotidiana di chi si sposta in città. Durante il 9° Convegno Nazionale sulla sharing mobility, promosso dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility il quadro che emerge è importante: gli italiani scelgono sempre più la mobilità condivisa, avvicinandosi al modello Europeo già molto diffuso.

Domanda di sharing in aumento

Il numero totale di noleggi del vehiclesharing italiano (carsharing, bikesharing, scootersharing e monopattinosharing), nella previsione 2025 dell’Osservatorio raggiunge quasi 60 milioni di noleggi annui (crescita del 20% sul 2024). I dati presentati nel rapporto mostrano che nel 2024 e nei primi mesi del 2025, noleggi e percorrenze sono in aumento, segno di una domanda consolidata e consapevole. L’immagine rappresentativa della conferenza è quella del ventaglio della sostenibilità condivisa, che mostra l’ampiezza dell’offerta di soluzioni alternative all’uso del veicolo personale come sharing e diversi tipi di mobilità dalla metro al monopattino al camminare a piedi. Il Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility si basa su dati raccolti direttamente sia dagli operatori dei servizi (come quelli di monopattini, scooter, auto, bici ecc.) sia dai Comuni dove questi servizi sono attivi. Un lavoro strutturato, che permette di capire come si sta evolvendo il settore in Italia.

Ma su cosa si basa davvero la valutazione di un servizio di vehiclesharing? I principali KPI riguardano:

  • Il tipo di veicolo utilizzato (auto, bici, monopattino, scooter),
  • Il modello operativo (ad esempio, se il mezzo può essere lasciato ovunque – free floating – oppure in punti prestabiliti),
  • Il modello economico (cioè come guadagna l’operatore: tariffe al minuto, abbonamenti, finanziamenti pubblici ecc.),
  • Il modello di governance (chi gestisce e regola il servizio: pubblico, privato o in partnership).

Il caso bikesharing di Parigi

Come caso europeo significativo, è stato preso Parigi per diversi motivi: non solo per la sua longevità e per l’ampiezza del suo utilizzo – che ha recentemente superato ogni record a livello europeo – ma anche per le scelte politiche che lo accompagnano. Negli ultimi anni ha destato molto interesse l’impegno di Parigi nel promuovere la mobilità attiva e ridurre l’uso dell’auto, così come la decisione di vietare i monopattino-sharing a seguito di un referendum locale.

Il glossario dello sharing e il ruolo della tecnologia

Come funziona la sharing mobility? Si divide in un servizio di vehiclesharing che si articola in base al modo con cui sono declinati quattro principali aspetti organizzativi: tipo di veicolo, modello operativo, modello economico, modello di governance. Dall’altro lato il ridesharing (cioè la condivisione del viaggio con altri passeggeri, come nel carpooling), si differenzia rispetto ai servizi tradizionali — come taxi o NCC — dalla piattaforma digitale. È l’app infatti, a mettere in contatto chi offre e chi cerca un passaggio, oppure a organizzare e programmare il servizio stesso. La tecnologia non è solo un supporto: è diventata il cuore del servizio.