Sostenibilità e moda: cosa cambia per i consumatori con le nuove linee guida ENEA sulla tracciabilità

27 Novembre 2025 | Acquisti, Commercio, Consumatori, Non solo consumatori, Sostenibilità

Dal 2027, ogni volta che acquisteremo capi d’abbigliamento, potremo finalmente sapere più informazioni su cosa stiamo comprando: da dove viene il tessuto, quanta acqua è stata utilizzata, chi lo ha cucito, quanto inquina e persino quanto sarà riciclabile a fine vita. È il Digital Product Passport (DPP): una sorta di carta d’identità digitale del prodotto, obbligatoria per tutti i tessili venduti in Europa.
Una promessa di trasparenza, dopo anni di etichette incomprensibili e dichiarazioni verdi spesso troppo vaghe. Ne avevamo già parlato in precedenza, ma ora sono emerse altre novità. Per preparare aziende e cittadini a questo cambiamento, ENEA, in collaborazione con enti di ricerca internazionali e con il Comitato Europeo di Normazione, ha pubblicato delle linee guida che saranno fondamentali per le aziende del fashion system.

Linee guida ENEA: cosa cambia per le aziende della moda

  1. Identificazione degli obiettivi e del valore dei dati da raccogliere e definizione di una strategia per il coinvolgimento della catena di approvvigionamento
  2. Descrizione della catena di approvvigionamento con attori e ruoli
  3. Impostazione del sistema di tracciabilità
  4. Raccolta dati di sostenibilità
  5. Riferimento ai processi collaborativi per la raccolta dei dati
  6. Modello dei dati per la tracciabilità e la raccolta dei dati di sostenibilità

Le linee guida ENEA introducono un metodo che mette finalmente in collegamento tutti gli attori della filiera: chi produce le materie prime, chi trasforma i tessuti, i brand, la logistica e le dogane e le piattaforme di riciclo. Un’unica guida basata su standard internazionali che permette di seguire il prodotto passo dopo passo, dall’origine alla fine del suo ciclo di vita.

Perché sono importanti per i consumatori

Per i consumatori, questo cambiamento rappresenta l’ingresso in una moda finalmente più trasparente e più giusta. Non dovremo più affidarci a slogan o etichette vaghe perché il greenwashing sarà smascherato dai dati: saranno i numeri a raccontare la verità sui materiali, sui processi e sull’impatto dei prodotti. La tracciabilità delle sostanze chimiche renderà gli acquisti più sicuri, mentre la possibilità di confrontare i capi sulla base del loro impatto ambientale ci permetterà di scegliere con maggiore consapevolezza. Bisognerà però, attendere ancora il 2027 perché il nuovo sistema sia totalmente operativo e perché tutte le aziende si adeguino alle novità introdotte.

Fonte: ENEA 

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