Prezzi al consumo, Istat: a gennaio 2026 inflazione all’1%, alimentari e servizi pesano sui consumatori

26 Febbraio 2026 | Acquisti, Commercio, Consumatori, Economia e Fisco, Non solo consumatori

A gennaio 2026 i consumi pesano di più. I prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona segnano un +1,9% su base annua, confermando la tendenza al rialzo dei prodotti più utilizzati quotidianamente. Lo rende noto l’Istat. Si tratta del livello più contenuto dal novembre 2024, quando l’inflazione si era attestata al +1,3%, ma il dato segnala comunque una pressione persistente sui beni di largo consumo.

Alimentari in crescita: +1,9% su base annua

A incidere maggiormente sull’andamento dei prezzi sono i prodotti alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, che registrano un aumento complessivo dell’1,9% rispetto a gennaio 2025.

Nel dettaglio:

  • Alimentari non lavorati: +2,5%
  • Alimentari lavorati: +1,9%

Si tratta di categorie che incidono in modo diretto e quotidiano sul bilancio delle famiglie. Il cosiddetto “carrello della spesa” continua infatti a mostrare variazioni significative, mantenendo una crescita annua pari all’1,9%.

Abitazione, tabacchi e servizi: rincari sopra la media

Oltre al comparto alimentare, emergono aumenti rilevanti in altri settori:

  • Servizi legati all’abitazione: +4,4%
  • Tabacchi: +3,3%
  • Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona: +3,0%

In particolare, il comparto abitativo si conferma tra i più dinamici, con rincari che incidono sulle spese fisse delle famiglie, come manutenzioni e servizi collegati alla casa.

Cosa cambia davvero per i consumatori

Per i consumatori, il dato sull’inflazione all’1% non si traduce necessariamente in un alleggerimento della spesa quotidiana. A crescere, infatti, sono soprattutto i prezzi dei beni alimentari e dei servizi legati all’abitazione, ovvero le voci più ricorrenti nel bilancio familiare. In particolare, l’aumento degli alimentari non lavorati e dei servizi per la casa continua a incidere sulla spesa corrente, mantenendo elevata la percezione del costo della vita anche in presenza di un’inflazione complessiva contenuta.

In altre parole, anche se l’inflazione generale resta contenuta, il carrello della spesa continua a costare di più e le spese fisse non diminuiscono. È questo che mantiene alta la percezione del caro vita tra le famiglie. La tenuta dell’inflazione di fondo segnala una situazione sotto controllo, ma l’andamento dei prezzi dei beni di prima necessità resta un fattore chiave per capire come evolverà nei prossimi mesi la capacità di spesa dei consumatori.

Fonte: ISTAT