Il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che le aziende sanitarie possono utilizzare i recapiti telefonici dei pazienti adulti per inviare inviti agli screening previsti dalle campagne pubbliche di prevenzione. L’obiettivo è aumentare la partecipazione ai programmi di diagnosi precoce, come quelli per tumore al seno, al colon-retto o alla cervice uterina – che spesso restano sottoutilizzati nonostante siano fondamentali per individuare le malattie nelle fasi iniziali.
Quando possono essere usati i recapiti
Secondo le nuove indicazioni del Garante, le strutture sanitarie potranno utilizzare numeri di telefono e altri recapiti forniti dai cittadini in occasione di precedenti prestazioni sanitarie, anche se l’informativa privacy ricevuta all’epoca non menzionava esplicitamente questa finalità. Questo perché la promozione degli screening pubblici è considerata compatibile con le finalità originarie di cura, diagnosi e assistenza sanitaria, purché vengano rispettate precise garanzie per la tutela dei pazienti.
Le garanzie previste
Per proteggere i cittadini, il Garante ha adottato specifiche Linee guida che le aziende sanitarie dovranno seguire.
In particolare:
- dovrà essere aggiornata l’informativa privacy, chiarendo che i recapiti raccolti per finalità di cura possono essere usati anche per invitare agli screening;
- potranno essere utilizzati solo i contatti più recenti e verificati;
- i recapiti potranno essere impiegati esclusivamente per programmi pubblici di prevenzione e non per altre attività, come ricerca scientifica o pratiche amministrative.
Le nuove regole prevedono anche tutele rafforzate per situazioni particolarmente delicate. I contatti raccolti nell’ambito di prestazioni caratterizzate da anonimato o particolare riservatezza non potranno essere utilizzati.
Messaggi chiari e diritto di opposizione
Quando verrà inviato l’invito allo screening, il messaggio dovrà indicare chiaramente quale azienda sanitaria lo ha inviato. Inoltre, dovrà essere sempre specificato il diritto del cittadino di opporsi alla ricezione di questi messaggi, con modalità semplici e immediate per esercitare questa scelta. Più prevenzione, ma senza rinunciare alla privacy.
Fonte: Garante Privacy