Trasporti e accessibilità: una sfida per 7 milioni di italiani

3 Aprile 2026 | Ambiente, Consumatori, Non solo consumatori, Sostenibilità, Trasporti

In Italia oltre 7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà dei trasporti, una forma di vulnerabilità ancora poco conosciuta ma con effetti concreti sulla vita quotidiana. Il dato arriva dal primo Green Paper elaborato dal Transport Poverty Lab della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che analizza un fenomeno sempre più rilevante.

Cos’è la povertà dei trasporti

La povertà dei trasporti colpisce in diversi modi:

  • Famiglie che spendono troppo per spostarsi rispetto al proprio reddito
  • Persone che non possono permettersi di sostituire un’auto vecchia
  • Chi subisce fortemente l’aumento del prezzo dei carburanti
  • Utenti che considerano troppo costoso anche il trasporto pubblico

In pratica, muoversi nel quotidiano, qualcosa che dovrebbe essere normale, diventa un peso economico.

  • 1,2 milioni di famiglie sono a rischio povertà e hanno costi di mobilità molto elevati
  • 7,3 milioni di cittadini vivono in aree con trasporto pubblico insufficiente

Il Green Paper inoltre individua quattro condizioni tipiche: Vulnerabilità assoluta → basso reddito + pochi trasporti; Vulnerabilità territoriale → servizi scarsi, dipendenza dall’auto; Vulnerabilità personale → servizi disponibili ma troppo costosi o poco accessibili; Situazione non vulnerabile → buone risorse e servizi adeguati.

Il problema dei territori: non tutti partono dallo stesso punto

Non è solo una questione economica, ma anche territoriale: il luogo in cui si vive incide fortemente sulle possibilità di spostamento. Circa 7,3 milioni di italiani abitano infatti in aree dove il trasporto pubblico è scarso o inefficiente, una condizione che si traduce in tempi di viaggio molto lunghi, poche alternative all’auto privata e maggiori difficoltà nel raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi essenziali. Il divario tra territori è evidente: nel Sud esistono zone con un’offerta di trasporto estremamente limitata, mentre nelle grandi città come Milano i servizi sono molto più sviluppati ed efficienti. Anche a livello regionale emergono differenze marcate, con la Calabria dove le famiglie vulnerabili superano il 10%, mentre in altre regioni la quota è decisamente più bassa.

Come si può risolvere

Per contrastare la povertà dei trasporti servono interventi strutturali e coordinati, anche perché il fenomeno è diffuso in tutta Europa: milioni di persone non possono permettersi né un’auto né il trasporto pubblico, oppure vivono in aree dove i servizi sono insufficienti. Le strategie individuate a livello europeo si concentrano su due grandi obiettivi: da un lato rendere più accessibili i veicoli a basse e zero emissioni, dall’altro potenziare la mobilità condivisa e sostenibile. La Guidance on the Social Climate Plans offre un insieme chiaro e strutturato di misure, un vero e proprio Decalogo di misure per il contrasto alla povertà dei trasporti. In concreto, significa aiutare economicamente le famiglie e le microimprese con incentivi, bonus e formule di leasing per acquistare o utilizzare veicoli meno inquinanti, ma anche investire in infrastrutture come le colonnine di ricarica. Allo stesso tempo, è fondamentale rendere il trasporto pubblico più accessibile ed economico, ampliarne l’offerta soprattutto nelle aree meno servite e sviluppare servizi flessibili, come il trasporto a chiamata o la mobilità condivisa.

Un ruolo importante è giocato anche dalla mobilità alternativa sostenibile, con incentivi per biciclette, e-bike e soluzioni di micromobilità, oltre alla creazione di piste ciclabili sicure che colleghino le zone più fragili ai principali servizi. A livello pratico, diversi Paesi stanno già sperimentando strumenti innovativi: dai “mobility wallet” digitali per pagare diversi mezzi di trasporto, ai bonus per veicoli elettrici, fino ad abbonamenti agevolati, taxi a tariffa ridotta e servizi su richiesta nelle aree periferiche.

Nel complesso, l’obiettivo è uno: rendere la mobilità più accessibile, sostenibile e inclusiva, riducendo le disuguaglianze e garantendo a tutti la possibilità di spostarsi.

Fonte: Fondazione Sviluppo Sostenibile