Negli ultimi anni si sta osservando un cambiamento evidente nel modo in cui utilizziamo i social network. Sempre più persone pubblicano meno contenuti nel feed tradizionale, preferendo forme di condivisione più temporanee e immediate. Secondo diversi ricercatori e analisti, questa trasformazione non è casuale, ma riflette un’evoluzione profonda delle abitudini digitali.
Il declino dei post tradizionali, più chatbot AI
Un tempo i social erano una sorta di archivio pubblico della propria vita, ad esempio, viaggi, eventi, momenti quotidiani venivano condivisi e rimanevano visibili nel tempo. Oggi, invece, questa modalità sembra perdere rilevanza. L’interazione degli utenti si sta spostando sull’AI: dalla dimensione pubblica dei social a quella privata dei chatbot. Oltre la metà degli adulti infatti utilizza chatbot per scopi conversazionali e personali: 1 su 8.
Perchè si pubblica di meno
Le storie, che scompaiono dopo 24 ore, stanno diventando il formato dominante. Questo tipo di contenuto è percepito come più spontaneo, meno costruito e soprattutto meno vincolante. Non richiede perfezione, ma autenticità immediata. Questo cambiamento non riguarda solo un singolo paese. Secondo uno studio Ofcom condotto nel Regno Unito e in altri paesi sviluppati, inclusa l’Italia, mostrano una tendenza comune ovvero che, si pubblica sempre meno sui social e si osserva, si guarda e si “scrolla”. Siamo forse all’inizio di una nuova era dei social network, più dinamica e meno centrata sull’esposizione pubblica. Alcuni studi confermano questa evoluzione, mentre altri parlano semplicemente di un adattamento naturale degli utenti alle nuove funzionalità. Quello che sta emergendo, però, è un cambiamento più profondo, ovverosia, non si tratta solo di come utilizziamo le piattaforme, ma del significato stesso che diamo alla condivisione. Secondo lo studio, il 49% di utenti sui social sono attivi cioè pubblicano e interagiscono attraverso commenti e condivisioni. Pubblicare non è più un gesto automatico o necessario, ma una scelta più consapevole. Cresce il bisogno di controllo, di privacy e di autenticità, mentre diminuisce l’interesse verso contenuti costruiti per ottenere approvazione.
Meno post, più “scrolling”
Le piattaforme social sono progettate con notifiche continue, algoritmi che raccomandano e mostrano nuovi contenuti e formati come i video brevi. Questi strumenti non hanno come obiettivo principale favorire l’espressione degli utenti, ma incentivare il consumo dei contenuti. Di conseguenza, ciò che conta di più è restare sulla piattaforma, più che partecipare attivamente.
Fonte: Repubblica