Secondo l’ultimo report Istat, la raccolta differenziata continua a crescere e separare i rifiuti è ormai un’abitudine sempre più consolidata nelle famiglie italiane. Ma c’è anche un dato che fa riflettere: nel 2024 è aumentata la quantità complessiva di rifiuti prodotti.
Nel 2024 in Italia sono stati prodotti 29,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente. In media, ogni abitante ha prodotto 507,7 kg di rifiuti. La raccolta differenziata, però, continua a migliorare: nel 2024 ha raggiunto il 67,7% dei rifiuti urbani, superando il target nazionale del 65%. Il dato racconta un cambiamento nelle abitudini degli italiani, sempre più attenti a separare correttamente i materiali. Ma indica anche una sfida ancora aperta: non basta differenziare meglio, bisogna anche cercare di produrre meno rifiuti.
Carta, plastica e vetro: differenziare è sempre più un’abitudine
Nel 2025 la maggior parte delle famiglie dichiara di effettuare regolarmente la raccolta differenziata dei principali materiali. La carta è il materiale più differenziato, seguita da plastica e vetro: in tutti e tre i casi si superano ampiamente nove famiglie su dieci. Cresce anche l’attenzione verso umido, organico e alluminio, segno che la differenziata non riguarda più soltanto i materiali più comuni, ma coinvolge progressivamente diverse tipologie di rifiuti. Nel complesso, il cambiamento rispetto al passato è significativo: la quota di famiglie che dichiara di differenziare sempre carta, vetro, alluminio e plastica è passata dal 24,1% del 1998 all’87,4% del 2025.
Non tutte le raccolte, però, sono altrettanto consolidate. Per batterie esauste e farmaci scaduti si registra infatti una lieve diminuzione rispetto ai dati del 2021. Sono proprio questi rifiuti a richiedere particolare attenzione, perché devono essere conferiti negli appositi punti di raccolta e non insieme agli altri rifiuti domestici.
Il porta a porta raggiunge sempre più famiglie
Un altro cambiamento riguarda il modo in cui i rifiuti vengono raccolti. Nel 2025 il 73% delle famiglie dichiara di essere servito dalla raccolta porta a porta. Il sistema facilita la separazione dei materiali direttamente alla fonte e può contribuire quindi a migliorare la qualità della raccolta differenziata. In alcuni territori, inoltre, la tariffazione puntuale può responsabilizzare ulteriormente i cittadini, collegando il costo del servizio alla quantità di rifiuti prodotti.
Ma cosa ne pensano le famiglie? Il giudizio è nel complesso positivo: oltre 7 famiglie su 10 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte del servizio porta a porta. La soddisfazione è maggiore nei comuni più piccoli: nei centri con meno di 2mila abitanti, infatti, oltre tre famiglie su dieci si dichiarano molto soddisfatte, mentre nelle aree metropolitane la quota è più bassa.
La sfida non è solo differenziare, ma produrre meno
I dati mostrano quindi un doppio volto della gestione dei rifiuti in Italia. Da una parte, le abitudini dei cittadini migliorano e la raccolta differenziata continua a crescere. Dall’altra, la quantità complessiva di rifiuti prodotti aumenta. Per questo la sostenibilità non comincia soltanto davanti ai contenitori della raccolta differenziata. Comincia prima, nelle scelte di tutti i giorni: acquistare solo ciò che serve, preferire prodotti riutilizzabili, limitare gli imballaggi e cercare di dare una seconda vita agli oggetti quando possibile. Differenziare correttamente resta fondamentale, ma il passo successivo è ancora più importante: ridurre alla fonte la quantità di rifiuti che produciamo.
Fonte: Istat